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Progetto Nigeria

 

 

ll Progetto Nigeria si è svolto, da gennaio ad aprile 2008, nella scuola elementare dell'International Model School for the Deaf (IMSD) di Afikpo, con l'aiuto di due educatrici sorde volontarie: Chiara Di Monte e Tiziana Gulli. Quest'ultima si è specializzata, grazie alla borsa di studio ‘Roberto Wirth’ 2005/2006, nell'educazione dei bambini sordi in età prescolare presso la Gallaudet University, Washington D.C.

 

L'IMSD si propone di favorire lo sviluppo e l'emancipazione dei bambini e dei ragazzi sordi; accoglie bambini sordi orfani e/o abbandonati sebbene, per motivi finanziari, non sia in grado di sostenerli tutti: nei ghetti urbani e nei villaggi dei dintorni ci sono centinaia di bambini sordi abbandonati a se stessi e nella più assoluta povertà.

 

L'obiettivo del progetto è stato quello di contribuire ad una migliore istruzione degli studenti proponendo il metodo bilingue: Lingua Inglese/ Lingua dei Segni.

 

In Nigeria regna un diffuso stato di povertà e l'istruzione è un lusso. Le famiglie non ricevono informazioni adeguate circa la sordità dei loro bambini e gli interventi necessari. Di conseguenza, come osservano le due educatrici nella loro relazione finale del progetto, "il bambino sordo non viene esposto precocemente ad alcun codice linguistico rischiando, così, il ritardo cognitivo. Il bambino vive, per anni, confinato entro le mura della propria casa e, nella migliore delle ipotesi, impara a lavorare la terra o un altro mestiere manuale rimanendo analfabeta e inconsapevole della propria identità per tutta la vita. (…) . "

 

La scuola manca di programmi per l'insegnamento, di piani formativi e riabilitativi. La comunità è disinformata sulle tematiche della sordità e veicola pregiudizi che si traducono in forti limitazioni all'esercizio dei diritti civili e legali da parte delle persone sorde.

Raccontano le educatrici: "In questa scuola, con nostro grande stupore e rammarico, abbiamo scoperto alunni non consapevoli del loro nome e della loro età. E' stata una sfida insegnare e trasmettere informazioni perché gli alunni non conoscevano il codice della lingua parlata né quello dei segni, e tanto meno l'Inglese scritto. Per comunicare non vi era altra scelta, in un primo momento, che quella della mimica."

 

I metodi proposti da Tiziana e Chiara hanno dato un importante stimolo agli insegnanti e agli studenti dell'IMSD.

In mancanza di materiale didattico, le due educatrici si sono servite di oggetti offerti dalla natura e di disegni realizzati con le loro mani e appesi alle nude pareti della scuola. Ad ogni oggetto reale, o riprodotto, sono stati abbinati i corrispondenti segni e vocaboli inglesi incoraggiando, così, l'interesse degli studenti all'apprendimento.

 

Gli insegnanti ed il direttore della scuola sono rimasti positivamente colpiti dall'interesse e attenzione prestati dagli studenti alle lezioni.

RWF è soddisfatta dei risultati raggiunti pur rimanendo consapevole che la strada da percorrere, al fine di migliorare l'istruzione dei bambini e dei ragazzi sordi dell'IMSD, è ancora lunga.

 

 

Per maggiori informazioni su IMSD: http://www.imsdeaf.org/