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Progetto Nigeria
Il progetto si è svolto, da gennaio ad aprile 2008, nella scuola elementare dell'International Model School for the Deaf (IMSD) di Afikpo, Nigeria, ed è stato attuato dalle due educatrici Chiara Di Monte e Tiziana Gulli. Quest'ultima si è specializzata, grazie alla borsa di studio ‘Roberto Wirth’, nell'educazione dei bambini sordi in età prescolare presso la Gallaudet University, Washington D.C.
L'IMSD si propone di favorire lo sviluppo e l'emancipazione dei bambini e dei ragazzi sordi; accoglie bambini sordi orfani e/o abbandonati, sebbene, per motivi finanziari non sia in grado di sostenerli tutti: nei ghetti urbani e nei villaggi dei dintorni ci sono centinaia di bambini sordi abbandonati a se stessi e nella più assoluta povertà. Per maggiori informazioni: http://www.imsdeaf.org/
Obiettivo L'obiettivo del progetto è stato quello di contribuire ad una migliore istruzione degli studenti dell'IMSD proponendo il metodo bilingue: Lingua Inglese/ Lingua dei Segni.
Report
In Nigeria regna un diffuso stato di povertà e l'istruzione è un lusso. Le famiglie non ricevono informazioni adeguate circa la sordità dei loro bambini e gli interventi necessari, di conseguenza "il bambino sordo non viene esposto precocemente ad alcun codice linguistico e il rischio è quello del ritardo cognitivo. Il bambino vive, per anni, confinato entro le mura della propria casa e, nella migliore delle ipotesi, impara a lavorare la terra o un altro mestiere manuale rimanendo analfabeta e inconsapevole della propria identità per tutta la vita. (…)." La scuola manca di programmi per l'insegnamento, di piani formativi e riabilitativi. La comunità è disinformata sulle tematiche della sordità e veicola pregiudizi che si traducono in forti limitazioni all'esercizio dei diritti civili e legali da parte delle persone sorde. Raccontano le educatrici: "In questa scuola, con nostro grande stupore e rammarico, abbiamo scoperto alunni non consapevoli del loro nome e della loro età. E' stata una sfida insegnare e trasmettere informazioni perché gli alunni non conoscevano il codice della lingua parlata né quello dei segni, e tanto meno l'Inglese scritto. Per comunicare non vi era altra scelta, in un primo momento, che quella della mimica."
I metodi proposti da Tiziana e Chiara hanno dato un importante stimolo agli insegnanti ed agli studenti dell'IMSD. In mancanza di materiale didattico le due educatrici si sono servite di oggetti offerti dalla natura e di disegni realizzati con le loro mani e appesi alle nude pareti della scuola. Ad ogni oggetto reale, o riprodotto, sono stati abbinati i corrispondenti segni e vocaboli inglesi incoraggiando, così, l'interesse degli studenti all'apprendimento. Gli insegnanti ed il direttore della scuola sono rimasti positivamente colpiti dall'interesse e attenzione prestati dagli studenti alle lezioni. RWF è soddisfatta dei risultati raggiunti pur rimanendo consapevole che la strada da percorrere al fine di migliorare l'istruzione dei bambini e dei ragazzi sordi dell'IMSD è ancora lunga.
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